Tre aspetti critici del decreto dignità a cui prestare attenzione

Dal 14 luglio 2018, l’entrata in vigore del D.L. n. 87/2018 ci costringe a riflettere su alcune criticità dei contratti a tempo determinato che vanno affrontate con molta attenzione se si vuole evitare la conversione a tempo indeterminato del rapporto:

–        Le proroghe passano da 5 a 4 e solo i contratti iniziati e prorogati nei primi 12 mesi sono acausali, (art. 19, comma 1). Se dovessi ricorrere ad un contratto iniziale superiore a 12 mesi o se dovessi superare questa soglia con una delle 4 proroghe (fermo restando il limite massimo dei 24 mesi di durata complessiva oltre il quale scatta la conversione a tempo indeterminato), sono obbligato ad indicare la causale.

–         I rinnovi (art. 21 ) possono essere effettuati solo in presenza delle esigenze di cui all’art. 19, comma 1. Il dettato normativo appare chiaro: se anche avessi instaurato in precedenza uno o più contratti la cui sommatoria fosse inferiore a 12 mesi, non trattandosi di proroga ma di rinnovo,  sono obbligato ad indicare una delle nuove causali previste dal decreto. Attenzione anche al fatto che il nuovo art. 19 del D.Lgs. 81/2015, riscritto dal D.L. 87/2018, nulla dice in merito alla eventuale possibilità che la contrattazione collettiva possa derogare sulle causali e sulla durata, pertanto, l’obbligo di specificare le ragioni del tempo determinato (per le quali è strettamente consigliata la certificazione del contratto) è sempre dovuto in occasione dei rinnovi.

–        Le ragioni sostitutive sono ammissibili per sostituire il personale che va in ferie? Siamo più abituati ai casi di sostituzione di maternità ma nelle produzioni a ciclo continuo che necessitano sempre dello stesso numero di lavoratori, è certamente naturale assumere a termine per consentire al personale in forza stabilmente di godere del periodo feriale. Attenzione però: devo assicurarmi che nel periodo della durata contrattuale del lavoratore che assumo per sostituzione, almeno uno dei lavoratori in forza in azienda sia effettivamente in ferie perché se fossero tutti presenti verrebbero meno le ragioni giustificatrici del contratto a termine.