Contratto a termine: conseguenze della conversione

01 marzo 2019

L’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 23, prevede che le disposizioni in esso contenute si applicano anche nei casi di conversione, dopo la sua entrata in vigore (7 marzo 2015), di un contratto “da tempo determinato” a tempo indeterminato.
Il Tribunale di Parma, con sentenza 18 febbraio 2019, ha stabilito che la “conversione” prevista da tale norma non è quella giudiziale ma solo la trasformazione/prosecuzione del contratto a termine in un rapporto a tempo indeterminato, per accordo tra le parti.
Nel caso di specie, a fronte della costituzione del rapporto (avvenuta in data 9 aprile 2014), non in forma scritta e in assenza della valutazione dei rischi (in questo senso cfr. anche Cass. 2 aprile 2012, n. 5241), il giudice ha ritenuto la sussistenza tra le parti di un ordinario rapporto a tempo indeterminato soggetto, in caso di risoluzione (come avvenuto nel caso di specie), alla disciplina di cui all’articolo 18 della legge 20 maggio 1970, n. 300, con conseguente diritto del lavoratore alla reintegrazione nel posto e al risarcimento del danno (A.Bo.)