Effetti della sentenza della Corte Costituzionale sulle tutele crescenti

14 Novembre 2018

Gli effetti della sentenza n. 194/2018 del 26 settembre 2018, depositata l’8 novembre 2018 della Corte Costituzionale sono, come più volte chiarito dalla giurisprudenza di merito e di legittimità, di natura retroattiva, ai sensi dell’art. 136 Cost., e della legge 3 novembre 1953, n. 87, art. 30: tale effetto trova un limite generale nell’eventuale consolidamento delle situazioni controverse per essersi il relativo rapporto definitivamente esaurito, dovendosi, a tal fine, considerare esauriti i rapporti rispetto ai quali si sia formato il giudicato, ovvero sia decorso il termine prescrizionale o decadenziale previsto dalla legge (Cass. 18.07.2006 n. 16450).
Se invece il rapporto è pendente, in qualunque stato e grado del giudizio, la norma dichiarata incostituzionale viene espunta dall’ordinamento giuridico ab origine, e non può più essere applicata dal giorno successivo alla pubblicazione della sentenza (ex multis Cass. 20.01.2016, n. 980).
Quindi, gli effetti si producono su tutte le controversie pendenti per le quali è in discussione la determinazione dell’ammontare dell’indennità prevista in caso di licenziamento illegittimo, anche nella formulazione stabilita dal c.d. decreto dignità (Avv. Giorgio Albé)